lunedì 4 maggio 2015

Libero

Non me l'avevano detto.
Di questo non mi avevano avvisato.
Ci sono più sogni che tempo, ci sono più paure che che ostacoli e c'è più spazio di quello che sembra.
Non avrei mai immaginato che la colla che impasta i miei pensieri sarebbe arrivata fino alle mie scarpe e mi avrebbe bloccato.
E invece l'ha già fatto, c'è riuscita.
E' un biscotto amaro, degustato davanti ad un'immensa vallata, un paesaggio senza fine, come quelli di cui mi innamoro ogni volta.
E' un quadro, ed io vorrei essere una goccia di quel dipinto.
Vorrei essere un miscuglio di colori che rappresenta qualcosa di indefinito.
Quell'indefinito che ti costringe ad avvicinarti ed a mettere a fuoco, perchè non capisci.
Ma sorpresa.
Io già sono così, ma nulla è fluido e scorre in armonia.
Tutto è una crosta.
Ed ecco quello che rimane, un guscio.
Cammino quindi piano e mi chiedo così tante cose che i punti di domanda mi fanno inciampare, mi si attaccano alle caviglie.
E mangio, mangio a piccoli morsi quel biscotto amaro.
Vorrei che finisse il prima possibile ma i pensieri corrono e prima che tu te ne accorga sono già alle tue spalle e si aggrappano ai tuoi capelli.
Ti fermano come solo loro sanno fare e ti trascinano con sè sino al punto da dove tu eri riuscito a fuggire.
Piano piano ti divorano dentro, ogni piccolo giorno scavano nel profondo e rendono instabili e fragili le tue certezze.
Ti accarezzano e ti coccolano, è una piccola e dolce morte.
Amo quella lama che piano piano si insinua tra le mie carni.
Mi rende così triste che già da tempo ormai ho cominciato ad amare questa emozione.
E' una sensazione di annebbiamento che ottunde tutto il resto e come ovatta ti sostiene.
Mette da parte tutto quanto e rimani sospeso nei giorni più belli.
Dio come mi manca esser libero.. seguo delle regole che ti costringono ad autoimporti fino a pensare di esser tu il problema.
E' esattamente quel rumore che fa il vento tra le foglie che manca, quella poesia che quando senti ti volti a guardarli e tra l'ombra dei rami spunta il sole, allora tu ti copri con la mano per capire come il vento muove le foglie.
Senza un perché.
E' un semplice richiamo, per questo ci voltiamo.
Quella sensazione di nostalgia mista ad eccitazione, che ti fa capire di essere lontano, e vorresti ritornare, ecco cosa mi manca, ecco cosa ti fa capire di essere libero.
La fitta polvere trai libri ancora non letti, la sveglia che segna sempre la stessa ora e i poster nel muro che mai cambiano.
Uscire, i sassi tra le dita dei piedi, il caldo, l'odiare il sole, i raggi di una bicicletta, le farfalle allo stomaco, i km a piedi per vederla, le spine delle rose sulle dita, scavalcare i cancelli, non conoscere l'ora, il vento, il sonno perso, il chiedersi perché non riesci a vedere tutte le stelle la notte, il suo profumo, i suoi occhi, i suoi baci, ascoltare la musica di tanto tempo fa e domandarsi per quale motivo ti piaceva, il sorriso di mia madre ed i suoi capelli neri e lunghi, i pomeriggi persi ed i vestiti vecchi.
E poi tu.
Ecco cosa mi manca.


Anonimo