venerdì 13 febbraio 2015

BIG BANG

- Chi sei?
- Dio.
- Dove siamo?
- Nel vuoto.
- Ma, io sento... ti percepisco...
- Lo so.
- Perché non vedo niente.
- Che sia fatta luce allora!
- Ah... no, no, è accecante...
- Volevi vedermi, ti ho accontentato.
- Troppa luce... ecco... no, adesso è troppo poca...
- Eccoti le stelle.
- Le stelle. Sono tantissime. Adesso non siamo più nel vuoto?
- No. Ho creato le galassie.
- E’ tutto bellissimo. Portami su una stella.
- Non posso, ti bruceresti.
- Allora portami vicino una stella. È solido qui. Dove siamo ora?
- Su un pianeta. Qui potrai osservare le stelle senza farti del male.
- Perché non vuoi che mi ferisca?
- Perché ti Amo.
- Mi ami... che bella parola... mi hai dato un nome?
- Gabriele.
- Gabriele è un nome importante?
- E’ il nome che ho scelto per te.
- Io posso scegliere?
- Si. Te ne ho dato facoltà. Puoi scegliere e creare.
- Cosa posso creare?
- Questo pianeta è spoglio. Lo puoi colorare come più ti piace.
- Non saprei da dove iniziare... è così grande!
- Se vuoi ti aiuto io?
- Si ti prego. Da dove cominciamo?
- Come ti senti?
- Ho sete.
- Ecco il mare.
- E’ tantissimo. È bellissimo ma è troppo mare, sto’ galleggiando.
- Allora il tuo pianeta sarà mezzo mare e mezza terra.
- Si, la terra mi piace. È solida e dura. Vedi, adesso posso camminare.
- Gabriele? Esce del sangue dalla tua vagina...
- Si, ...e mi sento strana, ma non so cosa sia.
- Sei feconda. Se lo vuoi, puoi concepire un essere che possiederà il tuo
sapere. Un essere a cui potrai dare Amore.
- Amore. Mi piace questa parola! Insegnami a concepire, ti prego...
- Io non posso farlo. Tu ha bisogno di un essere simile a te.
- Un altro Gabriele?
- Ti serve un essere attivo per mettere in funzione la tua parte passiva.
Guardati. Ti vedi riflessa nell’acqua?
- Questa sono io?
- Si, lo sei.
- Sono bella?
- Sei la creatura più bella.
- Allora come posso immaginare un essere come me, se sarà brutto?
- Se lo Amerai non ci farai caso. Il tuo corpo è solo uno degli aspetti che
compone l’uomo.
- Ecco, voglio quello che hai detto. Voglio un uomo.
- Saggia scelta.
- Non è brutto come pensavo. Anzi... adesso mi sento molto eccitata!
- Eccoti un prato verde.
- Quelli colorati cosa sono?
- Fiori.
- Voglio sdraiarmi sui fiori col mio uomo.
- Ne hai facoltà.
...
- Sei ancora qui vero? Ti sento.
- Sarò sempre accanto a te.
- Adesso che accadrà? Quando potrò creare un essere anch’io.
- Dovrai pazientare alcuni mesi, ma è sicuro che avrai un bambino. Un figlio.
- E se volessi una bambina?
- Ogni qualvolta il seme attivo del tuo compagno raggiungerà il tuo uovo,
sarà possibile una nascita. Attiva o passiva.
- Mi piace questo stato di cose. Come lo definisci?
- Dualità.
- Che strana parola. Ne conosci una che definisca la felicità che provo ora?
- Vita.
- Si, la vita. La sento in me. Mi piace vivere. È bello essere qui. Avere un
amore e dare Amore. Ma voglio di più. Posso? Voglio che mio figlio nasca in
un mondo perfetto.

 Allora immaginalo.
- Mi piacerebbe avere un riparo per la notte...
- Una casa.
- Del cibo da mangiare...
- Alberi da frutto.
- Voglio tanta vita attorno a me...
- Animali.
- Si, sono belli gli animali. Quello come si chiama?
- Giraffa.
- ... e quello?
- Scoiattolo.
- Si, mi piace è simpatico. Come sai i nomi delle cose?
- Non li so. Li invento ogni volta tu mi dai un pretesto per farlo.
- Capisco... quello che canta come lo chiameresti?
- Pappagallo.
- Ha, ha, ha. Si, è buffo, è bello, è colorato. Quanti ne inventiamo?
- Tutti quelli che il tuo mondo può concepire. Se sono in acqua sono pesci, se
sono in aria sono uccelli...
- Quello è strano e brutto. Come lo chiami?
- Coccodrillo.
- NO! È terribile. Cosa ha fatto?
- E’ la sua natura. Non devi averne paura. È così che si nutre.
- Perché hai fatto una creatura così crudele.
- Il coccodrillo non pensa di essere crudele, pensa solo a procurarsi del cibo.
- Ci sono gli alberi...
- Non è strutturato per salire sugli alberi e poi quel cibo a lui fa male.
- Ma così distrugge la Vita. La tua Creazione. Non capisco... era tutto così
perfetto. Perché mi fai questo? Quale torto ti ho fatto. Dove ho sbagliato. E
se mangiasse mio figlio? Mia figlia?
- E’ questo il prezzo della tua esistenza. La Morte.
- Ma tu non muori. Io lo so. Lo percepisco. Perché io si. Perché mio figlio si.
Perché sei così cattivo. Perché creare per distruggere?
- No Gabriele, è distruggere per Creare!
- Ma fa tanto male vederlo...
- Lo so, è per questo che esiste il male. Perché tu capisca il significato della
compassione.
- Compassione... che vuoi dire?
- Voglio dire che se non sentirai vera compassione per tutte le creature, non
arriverai mai ad Amare pienamente.
- Quindi l’Amore è dolore?
- No, il dolore è un modo per insegnarti ad Amare davvero. Ma non dovrai
passarci per forza. Ti ho dato la facoltà di vedere le cose per quello che sono.
Dovrai solo stare attenta a come ti comporti. Sii felice, ma sappi che il mondo
è di tutti. Tutti hanno i tuoi stessi desideri. Non pensi che anche loro meritino
di essere sazi, protetti e felici?
- Da dove comincio?
- Dai più deboli. I più deboli dovranno sempre essere accuditi e protetti,
qualsiasi creatura essa sia, animali o uomini.
- Come saprò quando avranno bisogno di me?
- Te lo chiederanno. Ma tu non rinnegare la tua natura e quello che hai
costruito. Sii solo partecipe volontaria dei loro desideri, fin’dove il tuo istinto ti
porterà. Aiutali senza annientarti.
- Sembra difficile...
- Non lo sarà affatto, credimi, perché questo è l’Amore.
- Non posso solo essere felice con me stessa, la mia famiglia, le mie passioni?
- E’ per questo che la morte non ti deve spaventare. Perché avrai modo di
mettere in atto i tuoi buoni propositi vita per vita. Di esistenza in esistenza
saprai cosà sarà giusto e cosa sbagliato.
- Allora insegnami adesso quello che è giusto e quello che non lo è.
- Ma sei tu l’essere creatore. Io ti ho solo dato il via. Ricordi? Io do i nomi alle
cose, ma tu sei le cose. Io posso far ruotare i cosmi e le galassie, ma tu e con
te tutte le creature siete parte attiva di quel fenomeno.
- Non capisco... è troppo difficile. Non so se voglio un figlio... Non so se voglio
vivere una vita...
- Non pensare la Vita, Gabriele, vivila e basta. Il tuo cuore saprà sempre
cosa è giusto e sbagliato. Dovrai solo essere coraggiosa e attenta a tutto
ciò che ti ruota attorno. Perché nel tuo piccolo anche tu sei una galassia.
Dentro te, secondo per secondo, ogni cellula del tuo corpo esplode per creare
nuove cellule. La Vita ha fame di Vita. È questa l’unica cosa che dovrai tenere
sempre a mente.
- Vivrò sempre in alterna cadenza? Sempre tra quello che vorrei e quello che
non potrò mai avere. Sempre in mezzo alla gente, ma sempre sola. Sempre
tra la vita e la morte?
- Non è corretto. Sperimenterai la Vita e dopo sperimenterai anche la Morte
e dopo ancora un’altra Vita da farne esperienza. In tutti e due gli stati,
Vivrai davvero. Sarai un attrice significativa e concreta della tua rivoluzione
interiore.
- Non ha senso! Visto da qui non ha alcun senso...
- E’ esatto! Da dove ti trovi potrai vedere sempre e solo una piccola parte,
perché adesso c’è più buio che luce.
- Dio. L’Uno che vive la luce.
- Si Gabriele, sono il tuo Dio.
- Non so se mi piacerà vivere per generazioni... Quante esistenze avrò da
scontare?
- Non è una punizione. È solo un meccanismo. Come la forza di gravità ti
tiene ancorata alla terra, così la reincarnazione ti porta gradualmente vicino
alla luce. Ti riporta alla luce.
- Ma come posso saltare qualche vita. Se mi comporterò bene e sarò brava,
mi avvicinerò prima alla luce?
- Non è un gioco ad ostacoli. È una presa di coscienza individuale. Ogni cosa
viva ne è sottomessa: le pietre, gli alberi, gli animali, i cosmi, le stelle e tu.
- Se ascolto il mio cuore, sottomissione è una brutta parola.
- Può darsi, ma è la tua missione Gabriele, sotto e dentro te stessa!
- Perché adesso sto’ così male. Perché sto’ piangendo?
- Perché sai che la strada è lunga e tu sei su questo pianeta solo da qualche
ora...
- Si è vero. È uno stato che mi rallenta la mente e mi fa desistere nel fare
progetti, ma so dentro me, nel mio cuore, che tutto quello che mi hai detto
è vero. Lo percepisco come reale. Forse la sola cosa Reale a cui mai potrò
aggrapparmi, come il bambino che lentamente cresce dentro la mia pancia.
Voglio vivere! Voglio farmela tutta questa strada, fino a dove mi porterà. Non
mi importa se i piedi e le gambe mi faranno male, voglio solo camminare.
A volte correrò a volte mi fermerò a riposare, perché possiederò sempre
un’esistenza diversa. Sarò maschio attivo e donna passiva. Sarò distruggitore
e costruttore. Sarò ignorante e dotto. Sarò puttana e sarò suora. Ma sarò
sempre io e fintantoché mi riconoscerò, sarò Viva. La gioia che ne deriverà
sarà immensa. Milioni di vite spese per la mia realizzazione. Milioni di baci e
di abbracci, milioni di copule e di figli, milioni di passioni e di creazioni.
- Si Gabriele, milioni di te invaderanno la terra e la feconderanno. Non sarai
sola, non lo sarai mai, anche se a volte faticherai ad accorgertene. Ma tu
credi in te stessa sempre.
- Mi amerai?
- Ti Amo!
- Lo farai anche quando sarò lontana dalle tue leggi.
- Solo tu sei creatrice di leggi, codici e punizioni. Ti processerai e ti
condannerai per poi ritornare sulla giusta strada, fino a che non ti accorgerai
che non esiste alcuna strada da seguire. Allora tornerai ad umiliare e
distruggere, ma sarà un buon modo per creare un mondo migliore.
- Farò male a molta gente così però...
- Non esiste la gente. Esisti solo tu!
- Mi vorrai bene ugualmente?
- TI AMO!
- Adesso ho dei dubbi su cosa sia amare...
- Quando imparerai ad Amarti te ne accorgerai e con te l’universo intero.
- Tutto sarà migliore?
- TUTTO SARA’ AMORE!
- Me lo prometti?
- E’ la sola cosa che posso fare realmente.


Trevor Jones